Outis, in greco antico, vuol dire Nessuno: un nome che sceglie di abitare una soglia, di stare fra entità definite, di rinunciare alla forma fissa per aprirsi all’informe — non come assenza di forma, ma come gesto che lavora contro la forma quando si irrigidisce in norma e gerarchia.
Da qui il nostro approccio alla drammaturgia: un lavoro specifico sulle azioni, e insieme il lavoro delle azioni dentro un contesto. E da qui la nostra idea di centro: non un luogo che sta al centro, ma un motore che genera una forza — centripeta e centrifuga — un congegno capace di mettere in moto azioni continue.
— also.known.as.
Outis
Centro
Nazionale di Drammaturgia
Contemporanea
Outis lavora intorno alla drammaturgia applicata
Applicare la drammaturgia significa per noi spostarne il fare dai soli processi di creazione e di scrittura verso il lavoro con e per il contesto: comunità, enti, istituzioni, pubblici. Significa portare lo sguardo drammaturgico fuori dalla sala prove, riconoscendolo come strumento capace di leggere e dare forma alle relazioni tra un’opera, chi la crea, chi la sostiene e chi la incontra.
A informare questo movimento sono due scale di lavoro, che la dramaturg fiamminga Marianne Van Kerkhoven ha descritto con un’immagine che ci accompagna: c’è una micro-drammaturgia, che riguarda ciò che accade dentro un’opera — la sua composizione interna, i suoi ritmi, la coerenza tra i materiali di cui è fatta; e c’è una macro-drammaturgia, che riguarda i modi in cui un’opera è legata a ciò che la circonda. Attorno alla produzione c’è il teatro, attorno al teatro la città, attorno alla città il mondo intero — e le pareti che collegano questi cerchi sono fatte di pelle, hanno pori, respirano.
Da questa idea di drammaturgia nascono i servizi che Outis mette a disposizione di artisti, compagnie, festival, residenze e istituzioni: risposte pratiche alle urgenze del presente e dispositivi per immaginare nuove alleanze collaborative tra enti, artisti, istituzioni e comunità. Sono il campo concreto in cui ciò che pensiamo si verifica, si trasforma e prende forma — fedele allo spirito di ricerca che ha segnato la storia di Outis e aperto alle forme di creazione che il nostro tempo richiede.
Nel 2025 l’associazione Outis Centro Nazionale di Drammaturgia Contemporanea viene rifondata e la direzione artistica è affidata a also.known.as., progetto di ricerca artistica curato da Simone Corso e Jovana Malinarić.
also.known.as. opera nel campo del teatro e delle performing arts in ottica interdisciplinare. La metodologia di also.known.as. è transdisciplinare e collaborativa e si sviluppa di volta in volta intorno a processi che coinvolgono altri creatori, maker, pubblici e istituzioni ponendo particolare attenzione a sostenere delle pratiche che potenzialmente favoriscano il generarsi di un’arte trasformativa e decolonialetra sul periferico, sul subalterno, sulle conoscenze tacite, sui silenzi e sulle micro-azioni quotidiane, indagando come pratiche artistiche e culturali contribuiscano a costruire gerarchie sociali, politiche ed economiche.
Partendo dalla questione della spettatorialità e sviluppando pratiche vicine al teatro documentario, alla docu-fiction, al lecture-theatre e all’installazione, il progetto ha prodotto spettacoli selezionati e premiati a livello nazionale, tra cui “Liberamente ispirato a La Maschera della Morte Rossa di E.A. Poe” e “Quando le porte delle case resteranno di nuovo aperte” (finalista InBox 2023). La metodologia di also.known.as. è transdisciplinare e collaborativa e si sviluppa di volta in volta intorno a processi che coinvolgono altri creatori, maker, pubblici e istituzioni ponendo particolare attenzione a sostenere delle pratiche che potenzialmente favoriscano il generarsi di un’arte trasformativa e decoloniale.
La direzione artistica di Outis è curata da also.known.as.
